Il secondo Sinodo della Chiesa Protestante Unita ha chiuso i lavori e vengono rese note le decisioni e gli atti

Si è concluso il secondo Sinodo nazionale della Chiesa Protestante Unita che ha discusso di vari temi, tre dei quali hanno sovrastato gli altri: l’Evangelizzazione, i rapporti e ecumenici e la Gravidanza per altri (Gpa). Sull’Evangelizzazione il Sinodo ha preso atto delle attuali gravi difficoltà che percorrono la cristianità a partire da una diffusa ignoranza, anche tra i credenti, della Parola di Dio e dei principi basilari della dottrina cristiana invitando gli organismi esecutivi a realizzare strategie che non tengano solo conto dei pur importanti nuovi mezzi di comunicazione e social media ma anche un vero ritorno ai rapporti interpersonali nell’atto evangelizzatore.
Per quanto riguarda i rapporti ecumenici si è dovuta affrontare una serie di sgradevoli situazione di rifiuto e di ostilità da parte di altre denominazioni protestanti, si ritiene per la stessa natura della Chiesa Protestante Unita che si configura come una nuova frontiera del protestantesimo. Per evitare fraintendimenti ed esclusivismi confessionali, l’atto n.9 dichiara che «il Sinodo ribadisce che l’uso delle parole “protestante” e “luterano” non sono esclusive di nessuna chiesa od organizzazione, riguardando solo concezioni di fede. La Chiesa Protestante Unita si dichiara “Chiesa Luterana di lingua italiana” in conformità con la propria Dichiarazione di Fede del 2016 e le altre confessioni e documenti di fede contenuti nel proprio Statuto.» mentre sui rapporti con le altre chiese protestanti “storiche” con cui condivide pure la maggior parte dell’eredità di fede e dei documenti teologici, con un forte documento (atto n.11) «il Sinodo, alla luce dei recenti accadimenti, delle posizioni, insinuazioni e risposte ufficiose e scortesi, prende atto del rifiuto della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) e delle sue chiese costituenti alla nostra richiesta di avere uno status di “osservatore” nella loro organizzazione, con motivazioni non solo incomprensibili e poco fraterne, ma soprattutto attualmente lontane dalle pratiche evangeliche, dalle posizioni della Sacra Scrittura e deviate dalle Confessioni di Fede della Riforma e dalle posizioni dei Riformatori. Ribadisce la fedeltà della nostra Chiesa alle Confessioni di Fede della Riforma e ai precetti evangelici. Il Sinodo reputa inoltre inutili e poco prudenti altri approcci con la FCEI e le sue chiese costituenti.» Dichiarazione che, sicuramente, rappresenta un fatto importante nel mondo evangelico italiano.
Parlando invece della Gravidanza per altri (Gpa), che, probabilmente, rappresenta l’elemento giornalistico di maggior interesse il Sinodo ha recepito in gran parte la corposa relazione della Commissione istituita lo scorso marzo su questo tema e ha deliberato di non essere preconcettualmente ostile a questa pratica in sé ma alle modalità con cui viene applicata nel nostro mondo globalizzato e dominato dal capitalismo. L’atto n.18 infatti recita: «Il Sinodo, a proposito della Gravidanza per altri (Gpa), dichiara di condannare sempre e comunque lo sfruttamento del corpo delle donne e il commercio dei bambini, in ogni modo mascherato, e il sistema capitalistico come promotore di questo sfruttamento. Inoltre la Gpa è una pratica discriminatoria per via della questione di classe che esiste tra le coppie. Gli esseri umani non possono mai costituire parte di un contratto di compravendita. Il Sinodo, in ogni caso, esclude qualunque forma di discriminazione nei confronti delle coppie, soprattutto LGBTQ, che decidono di intraprendere questa via e soprattutto nei confronti dei bambini nati con questa pratica.» Di seguito vi sono degli atti che appoggiano senza riserve l’adozione delle coppie dello stesso sesso e il matrimonio egualitario.
Infine, per quanto riguarda l’attualità politica, nel rispetto degli elementari diritti umani e valori evangelici, il Sinodo della Chiesa Protestante Unita ha criticato in modo molto netto l’operato dell’attuale governo circa l’immigrazione: «Il Sinodo, considerata la politica dell’attuale Governo sugli esseri umani che attraversano il Mediterraneo per fuggire da guerra e povertà, deplora il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’operato del Governo tutto come opposto ai principi di solidarietà ed umanità e condanna l’uso partitico del Vangelo in un contesto politico che ne rappresenta le nemesi

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